Bologna: quanti sbirri ci vogliono per identificare tre compagne?

Ascolta la corrispondenza di una compagna di Bologna che ci racconta che l’altra notte c’è voluta una pattuglia della digos e tre volanti di polizia per identificare tre compagne [dura 6′]
Quanti sbirri ci vogliono per identificare tre compagne?
A Bologna l’altra notte c’è voluta una pattuglia della digos e tre volanti di polizia.
La serata era già giunta al termine quando, nel ritorno a piedi verso casa, tra una palla di neve e l’altra, dei loschi figuri che mai si sono qualificati c’hanno inseguito ed intimato di fermarci.
Neanche il tempo di capire la situazione che già due volanti erano arrivate! Accerchiate, da una decina di sbirri volgari e violenti, chiedevamo che s’identificassero per dar loro i documenti che così insistentemente volevano. La situazione è degenerata ulteriormente quando gli sbirri, scesi dalla terza volante sopraggiunta, ci hanno direttamente messo le mani addosso, spintonandoci, ferendo alle mani una di noi, offendendoci in ogni modo, divertendosi pure visto la loro schiacciante superiorità numerica. In questura le solite umiliazioni le solite provocazioni; perquisa con flessioni sotto la supervisione di una sbirra fiera di dirsi “asessuata”, di affermarsi “non donna” e di rivendicarsi pure “le palle”. Palle si, palle che aveva mentre i colleghi ci chiamavo stronze e, manco a dirlo, puttane.
Il dono nella nottata?
Una classica denuncia di oltraggio minacce e resistenza oltre che il rifiuto di dare le generalità senza poi dimenticare la sensazione di schifo pungente per essere state segregate in questura alla mercè del testosterone in divisa. Perchè sotto la neve questa città non s’addormenti, perchè gli sbirri purtroppo sono sempre sveglissimi, pronti a bloccare nella loro meschina deficienza la “pericolosità” di tre compagne che continueranno ora e sempre a tirarle ste palle di neve sovversive.

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