Pinar Selek è stata condannata all’ergastolo

Pinar libera, stato turco assassino!
sabato 26 gennaio h 14: andiamo tutte sotto l’ambasciata turca, via Palestro 28, Roma

L’udienza del 24 gennaio 2013 del processo contro Pinar Selek è stata una grande farsa.
Gli avvocati di Pinar hanno strenuamente dibattuto e dimostrato l’illegittimità della riapertura del processo contro Pinar, ma la 12° Corte penale di Istanbul ha voluto condannare la sociologa e militante femminista e anti-militarista Pinar Selek all’ergastolo, con conseguente mandato d’arresto. Continue reading “Pinar Selek è stata condannata all’ergastolo”

Istanbul, 24 gennaio: udienza del processo contro Pinar Selek

Ascolta  la corrispondenza con una compagna di Istanbul sull’udienza che si terrà il 24 gennaio del processo contro Pinar Selek, sociologa, femminista e anitmilitarista [dura 7′]

Ricordiamo che è in corso una campagna di solidarietà internazionale per chiedere l’assoluzione di Pinar e sostenere le sue lotte.

Per info e per firmare l’appello: Comitato di solidarietà Pinar Selek libera, Comitato francese

Per un’intervista a Pinar realizzata dal mfla: Pinar Selek – in quanto donna, il mio paese è il mondo intero

 

Solidarietà e sostegno a Pinar Selek

CHIEDIAMO MASSIMA DIFFUSIONE – E’ IMPORTANTE CONDIVIDERE SUI SOCIAL NETWORKS, MANDARE EMAIL AI GIORNALI, SCRIVERE UNA LETTERA DI SOSTEGNO A PINAR SELEK, RICHIAMARE L’ATTENZIONE DELL’OPINIONE PUBBLICA E DELLA STAMPA DI TUTTO IL MONDO

 Pina Selek
CHI E’ PINAR SELEK? Pınar Selek è sociologa, femminista, antimilitarista e attivista per la pace che sta per essere nuovamente portata a giudizio in Turchia, nonostante sia stata precedentemente assolta ben due volte.
Pınar Selek ha dedicato la sua vita alla lotta per i diritti dei gruppi emarginati ed oppressi, si trova adesso ad affrontare una richiesta di condanna a 36 anni di reclusione in Turchia, avanzata dal 9° Dipartimento Penale della Corte d’Appello.
Pinar è diventata bersaglio della repressione turca a causa di una ricerca sociologica condotta nel 1996 sulle condizioni del conflitto armato tra la Turchia e il Kurdistan e le possibilità di soluzione. Nel 1998, quando viene fermata dalla polizia Turca, Pinar ha nella borsa i colloqui con alcuni militanti curdi, l’ultimo progetto a cui sta lavorando.

COSA E’ SUCCESSO A PINAR? La polizia la ferma, requisisce le registrazioni, vuole i nomi delle persone intervistate. Lei si difende, invocando il segreto professionale. Una spiegazione insufficiente per la giustizia turca: seguono otto giorni di tortura, un’accusa di terrorismo e due anni e mezzo di carcere.

ORA PINAR RISCHIA 36 ANNI DI CARCERE.
Il 13 dicembre 2012 c’è stato l’ultimo atto di questo processo che ha visto l’ennesimo rinvio al 24 gennaio 2013, alle ore 10 presso la 12° Sezione della Corte Penale di Istanbul, con la richiesta illegittima di una nuova condanna a 36 anni di carcere per Pinar, nonostante le precedenti assoluzioni.Pınar Selek stava per finire la sua ricerca sulle conseguenze e gli effetti della guerra civile in Turchia, che per decenni aveva causato numerose vittime e sofferenze al paese, quando si è vista coinvolta in una conspirazione che la accusava di avere messo una bomba al Bazar delle Spezie di Istanbul. Ha trascorso due anni e mezzo in prigione e altri 11 anni nelle aule dei tribunali. Benché fosse stata assolta due volte, ha dovuto sopportare continue accuse che la tacciavano di essere una “terrorista”. La sua maniera di rispondere a questi attacchi era l’unica che conosceva: con la conoscenza, l’amore e le sue esperienze di vita. 
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Appello per Pinar Selek

A seguito dell’ultima udienza del processo a Pinar Selek (la nostra compagna femminista antimilitarista turca in esilio), il comitato francese ha lanciato una mobilitazione con l’invio di mail e fax di solidarietà!

L’udienza del 22 novembre si è conclusa con una decisione scandalosa: il tribunale della Corte penale di Istanbul ha annullato l’assoluzione che lui stesso aveva pronunciato il 9 febbraio 2011. La riapertura del processo è fissata per il 13 dicembre.

I comitati di solidarietà con Pinar Selek hanno deciso di intasare la posta del presidente del Primo Ministro e del Ministro della Giustizia turchi. Ci chiedono di inviare 3 e-mail e 3 fax (non tutte hanno un fax, ma lo si può mandare con facilità da un internet point).

Qui trovate le lettere da inviare con i numeri di fax e le mail che abbiamo preparato:
Primo Ministro, Ministro della Giustizia, Presidente.

Se potete inviarci una mail a solidaritepinarselek.france@gmail.com per comunicarci cosa avete scritto nelle vostre lettere, questo ci darà più forza per continuare!

Pinar Selek non è sola!

Maggiori info:

Comitato di solidarietà con Pinar Selek in Francia

Blog di solidarietà con Pinar Selek in italiano

Processo a Pinar Selek

Ascolta lo spazio sulla prossima udienza del processo a Pinar Selek, femminista e antimilitarista turca, che si terrà il 22 novembre 2012 [dura 3′]

…non sapete quante volte il processo di Pinar Selek è stato rinviato né quanti comunicati avete ricevuto? Neanche noi!
14 anni sono tanti e non si contano più le false testimonianze, le voci, le prove create ad arte, gli articoli diffamatori dei media, i mille resoconti delle udienze, le intimidazioni, le assoluzioni e gli appelli alla Corte di Cassazione.
Torturata e imprigionata nel 1998, Pinar Selek è da allora il bersaglio di un accanimento politico e giudiziario che tenta di distruggerla, di ridurla al silenzio. Perché? Continue reading “Processo a Pinar Selek”

Pinar Selek – in quanto donna, il mio paese è il mondo intero #1

Ascolta l’intervista a Pinar Selek, femminista antimilitarista turca del collettivo Amargi, in esilio dal 2009 perchè perseguitata dalla “giustizia” turca (1ª parte) [dura 56′].
Qui la seconda parte dell’intervista.

Di seguito il testo integrale dell’intervista a Pinar Selek (ottobre 2012)

Pinar, benvenuta negli studi di Radio Onda Rossa

Grazie, sono molto contenta di incontrarci

La prima domanda che ti voglio fare è: come sei diventata femminista?

Non lo so, credo che sia stato un processo lento e allo stesso tempo è arrivato tutto d’un colpo. All’inizio non mi definivo come femminista, ma vedevo come una femminista. Perché criticavo e analizzavo le cose, trovavo dei legami nei rapporti sociali di dominazione… perché ero nelle strade facevo un sacco di cose, con le lavoratrici del sesso, le prostitute, mi sono confrontata con tutti i tipi di discriminazione. Venivo da una famiglia molto alternativa, di sinistra, mio padre era stato in prigione, da piccola ho passato il mio tempo davanti alle prigioni, in mezzo a migliaia di persone che resistevano, quindi sono cresciuta all’interno della resistenza. All’università soprattutto quando ho iniziato a leggere tutte le analisti, ho fatto dei legami a livello teorico e scoperto le teorie femministe che rispondevano alle mie questioni, avevo una posizione radicale, ovvero volevo radicalmente la libertà, radicalmente nel senso che volevo la libertà dalle radici. Continue reading “Pinar Selek – in quanto donna, il mio paese è il mondo intero #1”